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Carta da parati per ufficio: un paesaggio entra in uno studio commercialisti

Carta da parati per ufficio: un paesaggio entra in uno studio commercialisti

C'è una parete, in uno studio commercialisti, dove fino a poco tempo fa correvano solo faldoni e intonaco bianco. Adesso ci sono pini marittimi, una riva, colline che sfumano dietro l'acqua. È Scenic Mural, dalla collezione Landscapes, installata a luglio 2026 nello Studio Bertolani Pugnaghi a Rubiera: un paesaggio disegnato che occupa la parete dietro la postazione di lavoro e cambia il modo in cui la stanza accoglie chi entra.

Gli uffici sono ambienti che si arredano per sottrazione: pareti neutre, superfici facili, niente che distragga. Il risultato, spesso, è che si somigliano tutti. Questo progetto racconta la strada opposta, e i motivi per cui funziona.

Il progetto: una parete che fa da fondale

Lo spazio è quello tipico di uno studio professionale: scrivania operativa, mobili contenitori, la luce funzionale di una lampada lineare sospesa. Sopra, però, corre un soffitto con travi in legno a vista — un carattere d'epoca che le pareti bianche da sole non valorizzavano.

Scenic Mural lavora esattamente in quel vuoto. Il disegno, firmato MS TIFF, distende sulla parete un racconto paesaggistico in tonalità sommesse: alberi ad alto fusto, uno specchio d'acqua, montagne appena accennate. Nessun colore che alza la voce. La superficie fa da fondale alla giornata di lavoro, e le travi scure del soffitto trovano finalmente un interlocutore alla loro altezza.

È la logica delle carte panoramiche: non un motivo che si ripete, ma una scena unica dimensionata sulla parete. Il paesaggio dà profondità a una stanza che ne aveva poca, senza toccare un metro quadro di pianta.

Perché un paesaggio in un ufficio

Chi cerca una carta da parati per ufficio di solito ha un dubbio: quanto si può osare in un ambiente dove si ricevono clienti? La risposta che dà questo progetto è precisa. Si può osare nel soggetto, purché la palette resti disciplinata.

Un paesaggio in tonalità neutre fa tre lavori contemporaneamente. Dà alla stanza un'identità che si ricorda — chi è stato in quello studio se lo ricorda come "quello con il paesaggio", non come uno dei tanti. Ammorbidisce l'attesa e la conversazione, perché l'occhio ha un posto dove andare. E lo fa senza compromettere il registro professionale, perché la scena è quieta, quasi monocroma, più vicina a un disegno ad acquerello che a una fotografia.

Vale per uno studio commercialista come per uno studio legale o medico: gli ambienti professionali sono il territorio naturale delle superfici paesaggistiche, proprio perché partono più spogli di una casa.

La scala giusta: guardare la parete, non il campione

Il punto critico di una carta da parati paesaggistica è la scala. Un paesaggio funziona quando gli alberi hanno un'altezza credibile rispetto alla stanza, quando la linea dell'acqua cade dove l'occhio se la aspetta, quando il disegno non viene interrotto a metà da un mobile.

In questo caso la scena convive con una fila di mobili contenitori bassi: la riva e la vegetazione si sviluppano nella fascia alta della parete, e il disegno resta leggibile per intero. È il tipo di decisione che si prende sulla parete reale, non sul campione — ed è il motivo per cui le grafiche Murals vengono ridimensionate progetto per progetto sulle misure dello spazio, invece di arrivare in formati fissi da adattare.

Nella pratica: il supporto segue l'ambiente

Scenic Mural, come le altre superfici Murals, è disponibile su quattro supporti, e in un ufficio la scelta ha un peso concreto. Kind è il tessuto non tessuto senza PVC con finitura satinata, pensato per gli ambienti residenziali e per gli spazi di lavoro più quieti; Textile e Soft, in vinile texturizzato, danno una resa più materica e reggono meglio il contatto quotidiano; Wet, in fibra di vetro, è la risposta per gli ambienti umidi. La grafica resta la stessa: cambia la materia su cui vive, in base a come lo spazio viene usato.

Le varianti colore - Beige, Green, Grey e Pink - permettono di accordare il paesaggio alla luce e ai materiali esistenti, dal legno delle travi ai grigi degli arredi tecnici.

Una parete che lavora

Un ufficio non deve somigliare a una casa per essere accogliente. Deve avere un carattere suo, e un punto dove lo sguardo si riposa. In questo studio quel punto è una riva alberata alle spalle della scrivania: il resto della stanza continua a fare il suo mestiere, la parete fa il suo.

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